Sea news

I nostri soci Luca e Matteo Enrico ci comunicano di aver risistemato la bella via “Diedro di un tempo quando la storia camminava ancora lentamente” una via firmata Grassi-Stohr (ottobre 1989). Gli stessi ci comunicano di aver attrezzato le soste e posto qualche protezione fissa sulla via “Arabesque”, alla parete del Naufrago. I nostri soci Renato Rivelli e Marco Blatto hanno riattrezzato allo Speroncino dell’Improvvisazione: “Signora occhi di ghiaccio” 6b, e Chichenhawk 6a+. Su quest’ultima hanno aggiunto un primo tiro nuovo che allunga e rende più interessante la via. Difficoltà 5c. Dalla S1 della via “Noci di Sole” hanno inoltre aperto una variante a destra (tutta a spit) che raggiunge la terrazza superiore e si collega alla nuova S1 di “Signora occhi di Ghiaccio”. Diff. 5b.
Settore: “Il lato oscuro della forza”. Si tratta della breve parete nerastra a sinistra dello “Speroncino dell’improvvisazione”, su cui Rivelli-Blatto hanno aperto :”Noir Desire”, due lunghezze interamente a spit max 6b. Il socio Elio Bonfanti ci comunica in questi giorni di essere al lavoro alla Sfinge, dove con Claudio Battezzati sta riattrezzando “Fragori liquidi”.
Tutte le relazioni, foto e informazioni alla sezione “Vie nuove e riattrezzamenti”

Vallone di Sea Climbing meeting 2016, ecco il programma

Schermata 2016-06-13 alle 19.42.29Le due ormai “storiche” giornate dedicate all’arrampicata nel vallone di Sea, inaugureranno ufficialmente quest’anno l’edizione “zero” del “Groscavallo Mountain Festival”. Una kermesse di due settimane dedicata interamente alla montagna, vissuta e narrata, alla storia, all’arte, alle tradizioni locali, allo sport

Ecco il programma del raduno:

Sabato 23 luglio

ore 10: ritrovo dei partecipanti presso l’Albergo Savoia di Forno Alpi Graie, registrazione-iscrizione (10 euro con maglietta e materiale informativo)
partenza per i settori di arrampicata.
Per chi è “nuovo” di Sea, ci sarà un punto logistico a Balma Massiet per facilitare l’accesso agli attacchi delle vie e ai settori
Ore 18,30: ritrovo presso la struttura Fermata Alpi Graie e cena
Ore 21: presso l’Albergo Savoia “Ricordando un maestro, Gian Carlo Grassi”. Angelo Siri, Elio Bonfanti e Marco Blatto introducono il film: “Gian Carlo Grassi, l’uomo del giardino di cristallo” (di A.Siri)

Domenica 24 luglio

“Polvere di Stelle Bouldering Contest – Memorial Paolo Chiarle”, raduno di bouldering a Balma Massiet
ore 10: registrazione presso l’Albergo Savoia dei partecipanti (10 euro con maglietta e materiale informativo)
Ore 11: blocchi per tutti al circuito di Polvere di Stelle, al Cubo Magico, ai massi del Massiet.
Ore 15: fine attività
ore 17,00: Premiazione del “Memorial Paolo Chiarle” presso il Bar Ristorante Setugrino di Pialpetta
Ore 17,30 – 18: grande “merenda sinoira” di chiusura tutti assieme presso il Bar Ristorante Setugrino di Pialpetta

Dove dormire a Groscavallo:
B&b”Sotto la Mea”, frazione Bonzo di Groscavallo. Ai piedi del celebre Bec di Mea in una splendida cornice architettonica di legno e pietra (vedi link nella sezione: “Dove mangiare-dormire”)
“La Terrazza degli Alboni”, nella splendida frazione Alboni, una baita tranquilla e con vista superlativa (vedi link)
“Posto tappa GTA di Pialpetta”, presso Albergo Ristorante Setugrino, economico e in centro al capoluogo. L’albergo, molto grazioso è a conduzione famigliare. Muretto di boulder all’esterno. (vedi link)
Albergo Pialpetta, nella centrale Pialpetta, capoluogo di Groscavallo, un grazioso albergo a conduzione famigliare. Piazza S. Lorenzo, 1, 10070 Groscavallo Telefono:0123 81044.
Ospitalità con Ristoro “Fermata Alpi Graie”, presso il villaggio di Forno Alpi Graie, proprio all’imbocco del Vallone di Sea, vi accoglierà una signorile villa d’epoca. (vedi link)
Agriturismo il “Corvo Reale”, in frazione Mottera di Chialamberto, un’accoglienza “rurale” contrassegnata dalla simpatia (vedi link)

E’ possibile campeggiare liberamente e limitatamente al periodo del raduno, in località Navers di Forno Alpi Graie.

Vi aspettiamo, con tante vie nuove, vie riattrezzate e nuovi blocchi!

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Una nuova pagina dedicata alla realizzazione di vie nuove e ai riattrezzamenti nel vallone

Comunichiamo che da oggi è attiva una nuova pagina dedicata sia alle vie nuove aperte sulle pareti del vallone di Sea sia alle richiodature di vecchi itinerari. Di volta in volta saranno riportate le relazioni dettagliate con fotografie e schizzi. Attenzione: leggere con attenzione l’avviso iniziale nella pagina, la cui consultazione ne implica l’accettazione. Buon scalate.

Confermata la nuova edizione del “Vallone di Sea Climbing Meeting” il 23 e 24 luglio

Mentre il vallone è ancora in veste tardo-invernale, si pensa già all’organizzazione delle attività estive. Grazie al contributo stanziato dal Caai (nazionale e gruppo occidentale) in seguito al progetto presentato dai nostri soci Marco Blatto e Luca e Matteo Enrico, siamo riusciti ad acquistare un po’ di materiale che consentirà il recupero di alcuni settori e di itinerari “classici” meritori. Il tutto ovviamente nel maggior rispetto possibile dell’originalità. La riunione del direttivo tenutasi ieri sera presso l’Albergo Savoia, ha inoltre deciso di riportare quest’anno il meeting di arrampicata nel vallone, con la consueta giornata dedicata al bouldering. L’edizione 2016 del “Polvere di Stelle Bouldering Contest” sarà dedicata alla memoria del nostro socio Paolo Chiarle, prematuramente mancato lo scorso anno. Con una proiezione presso l’Albergo Savoia, ricorderemo anche l’indimenticabile Gian Carlo Grassi a 25 anni dalla sua scomparsa. In linea con le finalità del nostro statuto, infine, non mancheranno le iniziative legate alla valorizzazione e alla tutela paesistica del vallone di Sea, il cui milieu unico nel panorama alpino occidentale, deve essere oggetto di maggior conoscenza e tutela.

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Rock and Ice: news del tardo autunno e dall’inizio inverno

L’autunno particolarmente secco e caratterizzato da temperature elevate ha consentito il protrarsi della stagione dell’arrampicata su roccia, mentre meno positiva (almeno finora) è apparsa la situazione ghiaccio per il vallone di Sea. Segnaliamo l’apertura di una nuova via in stile tradizionale sulla Quota 2673 m della Costiera Malatret: “I giorni dell’alpe”, opera dei nostri membri M.Blatto e L.Pinto. Lo stesso M.Blatto, approfittando dell’assenza di neve ha salito in solitaria una nuova cascata nel mese di novembre nel secondo vallone di Leitosa, posta tra il torrione del Gallo e la Via Altavilla – Vittoni alla Cima meridionale di Leitosa. Degna di nota è anche la recente ripetizione del Couloir della Punta Martellot da parte dei nostri membri L.e M. Enrico, una bella linea in ambiente isolato e severo raramente ripetuta nel vicino bacino della Gura. Attualmente, nel vallone di Sea risultano ben formate solo le cascate del Ghicet, quella di destra assai ripetuta prima delle recenti nevicate. L’apporto di neve della precipitazione odierna è stato di circa 10 cm, che vanno a sommarsi ai 10-15 cm della nevicata del 3 gennaio. Continua intanto, per interessamento dei nostri membri L. e M. Enrico e M.Blatto, l’avanzamento del “progetto di recupero e valorizzazione delle vie del vallone di Sea”, che ha come fine l’acquisto di materiale per recuperare alcuni itinerari storici meritevoli. Al momento, un grosso contributo è giunto dal Caai nazionale, dal Gruppo occidentale,dal Cai sez.di Venaria Reale e dal nostro membro Siegfried Stohr. Chiunque fosse interessato a contribuire può contattarci scrivendo sulla nostra mail. Alla fine del 2015 è anche stata consegnata al Comune di Groscavallo la nuova bacheca storico-naturalistica del vallone di Sea, che sarà posizionata presumibilmente in tarda primavera. Continuate a seguirci.

Secondo Vallone di Leitosa – Zoccolo della Leitosa Meridionale 2300 m circa
Couloir della Solitudine

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difficoltà: III :: 3+ :: D2 :: [scala difficoltà]
esposizione: Nord-Ovest
quota base della cascata (m): 1970
sviluppo cascata (m): 75
dislivello avvicinamento (m): 730

località partenza: Forno Alpi Graie (Forno Alpi Graie , TO )
punti appoggio: Albergo Savoia – Forno Alpi Graie
cartografia: Alte Valli di Lanzo – Escursionista Editore
accesso:
Salire lungo il vallone di Sea fino al guado con cartello “Specchio di Iside”. Oltrepassare il torrente e salire al masso Nosferatu (ometti e scritta) e alla cascata corazza di Nosferatu. Seguire lo stretto canale soprastante con blocchi instabili e raggiungere il grande masso che ne ostruisce il tratto mediano. Passare a destra strisciando un passo contro la roccia e proseguire fino a un masso con scritte e freccia di vernice rossa, alla base della Parete del Nano. Seguire ora la traccia con bollini rossi e raggiungere il Gias Leitosa primo. Continuare nella pietraia lastricata e portarsi alla base della Cresta della Cittadella. Scendere nel canale poco oltre e risalire su roccette dalla parte opposta, facendosi strada tra gli ontani, poco prima di raggiungere il Gias Leitosa Secondo puntare a destra alla base del Torrione del Gallo, parete nord, dove una cinquantina di metri a sinistra s’individua la bella e stretta cascata.
note tecniche:

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La cascata è salibile e individuabile solo in caso di scarno o nullo innevamento, altrimenti è molto pericolosa per le slavine!
descrizione itinerario:
Attaccare un tratto abbattuto a 55° e quindi la bella impennata centrale, 75/80°. Dopo un ripiano si affronta ancora un breve e divertente muretto a 80° quindi si esce su ghiaccio che si abbatte progressivamente.

Discesa: sul lato destro della cascata con un pò di cautela.
altre annotazioni:
Prima salita: M.Blatto in solitaria il 27/11/2015

Quota 2673 m della Costiera Malatret

Parete sudest – Via:” I giorni dell’alpe”
180 m ED-; III/R2+ 6c (6a/A2)
Prima salita: M.Blatto, L.Pinto

Accesso: da Forno Alpi Graie 1219 m seguire al fondo del paese la strada sterrata che supera il torrente Gura (ponte) e che si porta in leggera discesa a un bivio, dove parte il segnavia n° 308 per il vallone di Sea. Lasciare l’auto in uno slargo e salire il ramo destro della strada di servizio che s’inoltra nel vallone di Sea fino al cartello che indica il Gias delle Casette (10 min). Raggiungere le case e puntare verso nord tra betulle e massi, fino a reperire al fondo dell’ultimo prato roncato un ometto. Salire al meglio nel boschetto molto ripido (ometti) giostrandosi al meglio tra massi e tratti poco agevoli, fino a guadagnare il fianco di un’estesa pietraia (grosso ometto), fiancheggiarla a sinistra, sempre su prati molto ripidi con arbusti fino a raggiungere un costone che divide l’imbocco del “Canale dei Cacciatori” dal profondo canalone detritico che muore contro la “Parete dei numi”, robusto contrafforte del Bec Cerel. Qui si nota un curioso masso di forma squadrata, ben visibile già da Forno Alpi Graie. Dal masso si va a sinistra lungo debole traccia entrando progressivamente nel poco invitante “Canale dei cacciatori”, all’inizio caratterizzato da blocchi rocciosi poco stabili. Salire di preferenza contro la parete che lo delimita sulla sinistra idrografica, fino a un’antica “posa” costituita di pietre accatastate. Piegare al meglio lungo i tratti più agevoli, ora verso il centro del canale, ora di nuovo verso la parete, dove a un certo punto si noterà una grande frana di recente distacco. Piegare allora verso il centro del canale, dove sono appoggiati minacciosi blocchi instabili (cautela) e salire direttamente (molto ripido). Salire ancora con ripidi zig-zag su fondo erboso e detritico molto sdrucciolevole, guadagnando faticosamente la sommità del canale. Piegare allora verso il lato sinistro su pietraia a detrito fine fino a individuare un tratto tra gli ontani dove si può passare, scavalcare poi alcuni blocchi di roccia molto grandi e giungere ai ruderi del Gias Leitosa Primo (ore 1,30 da Forno; EE). Il tratto del canale è parecchio insidioso in discesa soprattutto con la terra gelata. Proseguire nel canale dopo un tratto pianeggiante, rimanendo sulla sinistra idrografica del torrentello che lo incide. Salire al meglio ometti fino a individuare sul fianco sinistro idrografico del versante una pietraia, dopo una zona di ontani. Superarne la base e continuare sul fondo del canalone in ascesa fino a giungere a un punto in cui, sulla destra, si nota un canalone erboso-roccioso che si apre tra il Monte Malatret, dalla caratteristica punta bifida e la quota 2673 m della costiera. Al termine del Canalone vi è un marcato colletto. Salire al meglio il canalone con erba parecchio scivolosa (neve in autunno), fino a raggiungere la base dell’ormai evidente parete sudest della Quota 2673 m, caratterizzata da imponenti placconate (ore 1,30; ore 3 da Forno Alpi Graie).

Quota 2673 m della Costiera Malatret

Salita: la via attacca in corrispondenza di una fascia di placche, appena a sinistra di un contrafforte che sbarra il sistema centrale di diedri. Superare la placconata, dapprima abbattuta, poi progressivamente più verticale, sfruttando alcuni fessurini superficiali V+, e sostando su una cengia – rampa ascendente verso sinistra (S1). Seguire un diedro ad arco verso destra, poi un pilastrino che difende una placca V+. Vincere la placca con un traverso a destra, grazie a una cornice per i piedi e a provvidenziali appigli, uscendo a un terrazzino erboso di sosta (S2). Superare un muretto su buoni appigli, poi un tratto più aggettante inciso da una fessura 6a+ e A0 (1 passo perché bagnato ma sicuramente fattibile in libera). Dopo un ballatoio inclinato raggiungere la base di una stupenda fessura che incide il pilastro, dove si sosta (S3 1 chiodo lasciato). Impegnarsi a incastro e in dulfer sulla difficile fessura, a tratti parecchio larga (5BD) 6b, fino a uscire su un ballatoio appena sotto un caratteristico gendarme che si erge a sinistra (S4). Proseguire fino a rizzarsi sopra una curiosa lama staccata obliqua e appuntita , impegnandosi poi nella bella e dura fessura soprastante per quasi 25 metri. Superare un duro tratto verticale dove si deve ricorrere all’incastro di palmo e poi usare provvidenziali tacche a Immagine 021destra della fessura, qui divenuta troppo piccola per l’incastro; 6c o A1 con chiodo in posto. Proseguire a incastro V+ 6a, proteggendosi agevolmente fino a dove la fessura passa sotto un diedro sospeso e chiuso da un tetto. Seguire la fessura con incastro omolaterale mano-piede molto viscido (6b o A2 su due BD3) uscendo su una placca compatta, dove la fessura diviene sottile. Salire allora con bell’arrampicata delicata 6a (1 chiodo lasciato) fino alla scomoda cornice di sosta sotto uno spigolo strapiombante, a destra del quale si nota un tetto molto marcato (S5; 1 chiodo con cordino lasciato). Traversare per 15 metri sotto il tetto grazie alla fessura obliqua che ne caratterizza la radice, con un paio di passi faticosi dove occorre fare attenzione a due blocchi incastrati V+. Raggiungere quindi la cresta di vetta costituita da rocce rotte (S6).
Discesa: portarsi a una caratteristica scaglia sulla cresta dove, guardando a ovest poco più in basso, vi è un terrazzino sabbioso. Scendere alcuni metri e individuare un cordone doppio in clessidra. Calarsi per 60 metri fino a un pulpito dove si trova un masso incastrato con un altro cordone con maillon-rapide. Scendere ancora per 60 metri tra diedri erbosi e scaglie di roccia poco stabili (cautela), fino a una cengia detritico-erbosa. Seguirla verso destra e superare un’ostruzione IV+. Seguire ancora la cornice che poi si esaurisce al colletto che domina il canale da cui si è saliti per giungere all’attacco. Di qui (con cautela) ritornare alla base della via.
Attenzione al pericolo d’incastro delle doppie

Materiale: in posto sono rimasti due chiodi di sosta e due di passaggio. Portare una scelta di chiodi (utili i lost arrow e qualche knife-blade), due serie di friend fino al 5BD, una scelta di nut e fettucce.

Braida Block 2015

Segnaliamo la pubblicazione di una nuova topo-guida dei massi di Prese Rossi – Colle Braida (Torino) opera del nostro membro e Istruttore Fasi Simone Fedrigo. La guida è corredata di schizzi e fotografie per scoprire questo piccolo paradiso del bouldering a soli 40 minuti dal capoluogo subalpino, tra bassa Valle di Susa e Val Sangone.

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