Due vie nuovi dei nostri membri tra alpinismo e spit ragionato

Nel mese di Luglio i nostri membri Luca e Matteo Enrico e Luca Brunati hanno aperto una via nuova sulla “Parete del Naufrago”, mentre M.Blatto e L.Pinto sono gli autori di una via di stampo classico sulla parete nord della Punta Rossa di Sea. Ecco le relazioni.

Parete del Naufrago – “Tra parentesi”
180 m; 6c (6b obbl.)

Naufrago

AVVICINAMENTO:
Da Forno Alpi Graie percorrere la strada che porta al Santuario della Madonna Nera e parcheggiare in prossimità del bivio con il Vallone di Sea. Percorrere la strada che poi diviene sentiero fino alla prima evidente pietraia che sale verso dx, esattamente di fronte alle prese dell’acquedotto ubicate sul lato idrografico dx della Stura e nelle vicinanze di un grosso masso. Risalire la pietraia e piegare quindi verso dx costeggiando la parete del Naufrago per tracce di sentiero fino a una zona terrazzata dove scorre dell’acqua di risorgenza, superarla e entrare tra le piante, costeggiando ancora la parete si perviene a una sorta di pulpito roccioso dove attacca la via. La via attacca esattamente al centro della “coppa” del “calice rovesciato” tra la via Arabesque (che percorre il bel sistema di diedri sul margine sx) e la rampa della via del Calice (attacco a quota 1500m, 300m di dislivello, 45’ circa).
Attenzione che prima della zona dove scorre l’acqua attacca un’altra nuova via (fix visibili sulle nere placconate). La nostra via attacca un centinaio di metri più a destra.
note tecniche:
ATTREZZATURA:
2 serie complete di friends BD fino al n°3, compresi i microfriend. Un n°4. Nuts e cordini.
I friends doppi servono per gli ultimi due tiri. Sul primo tiro friends fino allo 0.75 raddoppiando i micro.

NOTE:
La via, a nostro parere, è bella e meritevole di ripetizione e soprattutto rivaluta una parete ingiustamente dimenticata, seppur di comodo e breve accesso.

descrizione itinerario:
DESCRIZIONE VIA:
L1-Salire la bella fessurina (proteggibile con friend piccoli e nut) fino a moschettonare il primo fix. Da questo traversare e ribaltarsi con un difficile movimento sulla placca di dx, salire quindi più facilmente fino al secondo fix. Un ottimo cubetto a dx permette di ribaltarsi su un gradino sotto a un tettino (friend 0.5 e microfriend), alzarsi e vincere quindi il difficile ribaltamento (1 fix). Traversare quindi delicatamente verso sx, ancora un passo un po’ obbligatorio permette di moschettonare il fix successivo. Superare ancora un passaggio delicato e traversare quindi più facilmente verso sx a un’ottima terrazza. Sosta con 1 fix da integrare con friend (0.4 o 0.75) (6C, 4 fix + 1 di sosta).
L2-La seconda lunghezza sfrutta il camino della via del Calice, denominato da Grassi “Flared Chimney”. Dalla sosta salire e traversare verso sx (un po’ difficile piazzare le protezioni) fino a ribaltarsi nella nicchia da cui si origina il “Flared Chimney”. Salirlo con rude arrampicata proteggendosi nella fessurina di sx (friend 0.3 e microfriend, un 2 utile in uscita) pervenendo all’ampio pulpito da cui parte lo “stelo” del “calice”. Sosta con 2 fix+maillon. (la gradazione originale di Grassi è V+ ma un 6A+ non guasta).
L3-Dalla sosta salire con bei movimenti la placca, tenendo alla Dulfer il bordo fino al terzo fix, da questo entrare per un breve tratto nel diedro (percorso dalla via del Calice) proteggendosi con un friend 0.3 (attenzione agli attriti, allungare bene). Moschettonare il quarto e quinto fix e da questo uscire definitivamente dal diedro portandosi sulla meravigliosa placca di sx che si segue sfruttando la cornice verticale, pressoché cieca, di sx. Con difficile arrampicata superare tutta la cornice verticale (3 fix, tra il quinto e sesto fix è possibile piazzare un friend 1) che al suo termine piega verso dx all’uscita del diedro principale. Moschettone il nono fix e traversare verso sx (uscendo dritti si segue la via originale del Calice) sfruttando un’ottima fessura orizzontale, al termine della quale, sfruttando una provvidenziale tacca (1 fix), si riesce a superare la liscia placca afferrando un piccolo diedro articolato (1 fix). Uscire quindi sull’esigua cengia. Sosta con 2 fix+maillon (6C, 11 fix + 2 di sosta, friend 0.3 ed eventualmente 1 o forse anche 0.75). Questo tiro evita il diedro erboso della via del Calice di cui ne sfrutta un breve tratto (pulito) vista l’inscalabilità della placca in quel punto.
L4-Trasferimento sulla cengia. Traversare facilmente verso dx superando l’uscita della via del Calice (dove sul passo di A1 è stato piazzato un fix con cordone), oltre la grande lastra staccata c’è il fix di sosta. Sosta su 1 fix da integrare con cordino su masso incastrato.
L5-La via prosegue nell’evidente diedro strapiombante. Salire un primo difficile passo (proteggersi con un nut o un microfriend e quindi con un cordino sulla piantina) ribaltandosi su un pulpito. Proteggersi a sx con un friend 0.3 e con un difficile passo superare lo spigolo di dx, aiutandosi con un’ottima lama fino a una buona presa (1 fix). Con delicata arrampicata ribaltarsi sopra la zona strapiombante e puntare alla prima pianta di dx, salire quindi alla seconda pianta (attenzione alla grande stele incastrata, non si muove ma è comunque a sbalzo nel vuoto) e sfruttando la bellissima fessura ad incastro traversare a sx al gradino inclinato dove è piazzata la sosta (friend medi di varie misure, un 4 per l’uscita). Sosta con 2 fix + maillon (6B, 1 fix + 2 di sosta).
L6-Dalla sosta salire direttamente la faccia strapiombante di dx (1 fix), traversare quindi a sx a una piantina e proseguire con bella arrampicata fino a un ribaltamento (1 fix) che permette di entrare nel meraviglioso diedro fessurato. Risalirlo tutto con andamento da dx a sx (prevedere diversi friend) fino a superare un difficile tratto verticale (1 fix) che permette di afferrare una provvidenziale fessura orizzontale (proteggere con friend piccoli e più grandi, fino al 3, in uscita) . Seguendola si esce dal diedro a un ottimo terrazzo sotto un liscio bombamento a poco dalle terrazze boscose sommitali. Sosta con 2 fix + maillon (6B+, 3 fix + 2 di sosta). La via termina qui.

DISCESA:
Doppia 1-da L6 dritti fino a L3
Doppia 2-da L3 a L2
Doppia 3-alla base

Punta Rossa di Sea 2904 m – ” I Rossi di Sea”

TD-;III/R2;VII-(V/A1)

Rossa di sea

Accesso:
Seguire il segnavia n° 308 fino all’Alpe di Sea, quindi andare a sinistra lungo tracce tra gli ontani e segnavia, imboccando il segnavia n° 309, fino al bivio per il Ghicet di Sea, dove si va a destra attraversando una zona di grandi massi e portandosi progressivamente verso la cengia che sale al Ghicet. Imboccarla su traccia abbastanza evidente (tacche quadrate di vernice bianca e rossa) e seguirla fino a un canale delimitato da due speroncini (2400 m; ore 3 da Forno A.G.).
note tecniche:
Via classica che cerca una possibilità alternativa alla classica Grassi Vittoni, che si sviluppa sullo sperone di destra del canale centrale.
La via non è forse bella come quelle degli Speroni di Sea e si equivale con la Grassi – Vittoni. Ambiente severo e isolato e ascensione con qualche pericolo oggettivo, data la roccia non sempre buona.
Salita
Abbandonare la traccia e salire lo speroncino su rocce rotte per poi entrare in un canale di sfasciumi, cui seguono un centinaio di metri di fasce rocciose con erba e gradoni (passaggi di II°). Portarsi verso un marcato ed evidente sperone giallastro chiuso in alto a sinistra da un evidente tetto a mezzaluna, segno di un antico crollo. Salire per due lunghezze su roccia buona fino in cima allo sperone (IV). portandosi su una terrazza inclinata con blocchi. Salire la terrazza e raggiungere la base di una parete dal colore che vira dal brunito al grigio-verde, solcata da fessure irregolari. salire per altre due lunghezze (max IV+) fino a un terrazzo dove la parete si fa più severa e la via porta verso un grande diedro aperto dalla facci destra un po’ strapiombante. Salire una lunghezza su roccia pessima III e IV-, fino a quando si può appoggiare sulla parete di sinistra. Proseguire allora sulla parete con 30 metri di corda III+, per poi ritornare verso il diedro. Salire un camino con roccia un po’ scivolosa II e III quindi sostare nel diedro che qui si chiude con una parete liscia e dall’esile fessurino di fondo. Salire in spaccata su provvidenziali rughe VII- 1 chiodo a lama lasciato e poi uscire su una terrazza con blocchi. Qui la parete di fronte strapiomba notevolmente impedendo una progressione di ordine classico, Si piega allora destra verso un canale camino dall’aspetto repulsivo che si percorre con una lunghezza su roccia dubbia e blocchi poco stabili, portandosi all’uscita su uno sperone verticale, unica possibilità di uscita in vetta. Si salgono i primi metri su roccia levigata superando una bella lama staccata (BD 4) V+, per poi raggiungere il filo su roccia più articolata IV e IV -, uscendo poco a sinistra della calotta di vetta. (ore 3,30 di salita totale)

Discesa: Dalla vetta seguire il facile versante sud per prati e pietrame aggirando alcuni affioramenti rocciosi tenendosi di sotto cresta ma senza perdere troppa quota. si raggiunge così il passo del Ghicet di Sea lungo il quale si rientra nel vallone di Sea (ore 2,30)
Materiale:
In posto è rimasto 1 chiodo. Portare Friend fino al 4bd

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