Concluso con un buon successo il Sagnassebloc 2015

Due giornate di sole -abbastanza rare negli ultimi anni nella storia dei nostri raduni – hanno salutato l’edizione “fuori serie” del Sagnassebloc, segno questo che Sea non se l’è pressa troppo a male per la momentanea “supplenza”. La caratteristica del Sagnassebloc è quella di essere stato un raduno iniziato già parecchi giorni prima, stimolando piccole campagne esplorative nel caos di blocchi disseminati alla base della Cresta di Prà Longis.

Nicola Galizia e Simone Fedrigo all'opera al Masso della Tranquillità (ph.M.Blatto)

Nicola Galizia e Simone Fedrigo all’opera al Masso della Tranquillità (ph.M.Blatto)

M. Blatto apre la fessura de "La strana storia dell'insonne pipistrello" 6c+ a "Wile Coyote" (ph. R.Rivelli)

M. Blatto apre la fessura de “La strana storia dell’insonne pipistrello” 6c+ a “Wile Coyote” (ph. R.Rivelli)

Nicola Galizia, Filippo Caprioglio e Simone Fedrigo hanno tracciato nel mese di luglio la maggior parte dei blocchi dell’area di Pianou, con difficoltà dal 6c al 7b, mentre, parallelamente, lo stesso Nicola Galizia e Marco Blatto iniziavano l’esplorazione in ottica newtrad delle numerose fessure che incidono i blocchi di cubatura maggiore. Al “Masso delle Betulle” posto su di un bel terrazzo panoramico “vista Sea”, Nicola Galizia risolveva con una sola protezione (nut) il difficile fessurino di “Ossessione Sagnasse” un 7a+ a metà tra una linea high-ball e newtrad, posta appena sinistra della più classica “Te li do io gli split” 6b, risolta da M.Blatto.

la bella linea di "Cockslave" (ph. M.Blatto)

la bella linea di “Cockslave” (ph. M.Blatto)

Nico e i "due Alex" in cima al Torrione centrale 2150 m, dopo la posa del libro di vetta (ph.M.Blatto)

Nico e i “due Alex” in cima al Torrione centrale 2150 m, dopo la posa del libro di vetta (ph.M.Blatto)

Nell’area appena a monte di Pianou, sullo zoccolo dei Torrioni di Prà Longis, M.Blatto creava “L’Antro del Ghiro”, un settore di fessure facili adatte ai principianti (dal 5b al 6a+), mentre, poco più a destra, Nicola Galizia scopriva un masso solcato da una fessura obliqua che risolveva con 1 resting e un paio di protezioni piazzate. La linea “Cockslave” attende ancora una salita r.p. piazzando le protezioni dal basso.

Un momento del raduno (ph. M.Blatto)

Un momento del raduno (ph. M.Blatto)

M. Blatto apre "Roc'n'roll" 6a+ al Masso delle betulle (ph. R. Rivelli)

M. Blatto apre “Roc’n’roll” 6a+ al Masso delle betulle (ph. R. Rivelli)

Il giovanissimo atleta SASP Nicolò Pilotto, assicurato da papà al Masso delle Betulle (ph.M.Blatto)

Il giovanissimo atleta SASP Nicolò Pilotto, assicurato da papà al Masso delle Betulle (ph.M.Blatto)

Nico risolveva anche un’attacco diretto alla fessura, superando un muro improteggibile centrale, su piccole tacche (“Soloslave” 7a crash e paratore). Nella giornata di domenica erano una cinquantina di arrampicatori a ritrovarsi per il Sagnassebloc. Sui blocchi più duri si formava subito un gruppetto formato da Nicolò “Billy” Manca, Enrico Morano e Daniele Martina e subito Enrico “Cormorano” mancava per un soffio l’uscita morfologica di uno dei problemi da risolvere giornalieri 7c. I fessuristi della Val Sangone, tra cui Alex Ostorero, si cimentavano invece con la dura fessura del Masso del Crest che è rimasta ancora un miraggio per tutti gli appassionati di newtrad. Come da tradizione, anche Giorgio Grillo con alcuni amici si adoperava nella scoperta e nella pulizia di nuovi passaggi. Fotografati da Marco Scolaris, gli arrampicatori provavano le nuove linee dure individuate sul lato ovest del Masso della Tranquillità, mentre gli amanti dello spit “facile” scoprivano i brevi monotiri del lato ovest. Andrea Giorda, guardava intanto con interesse le numerose strutture ancora inesplorate nel bacino, pensando già a una prossima edizione in cui far intervenire gli amici inglesi. Chissà…

Un manipolo di "seani" alle prese con il genepy "Tarzan" di Cesarin (ph.M.Blatto)

Un manipolo di “seani” alle prese con il genepy “Tarzan” di Cesarin (ph.M.Blatto)

La giornata si concludeva con una cena presso lo storico ristorante Cesarin di Breno, già frequentato dai protagonisti del “Nuovo Mattino”. Tra birra vino e buon cibo, la tavolata dei 31 superstiti faceva sera tarda, suggellando con l’ottimo e celebre Genepy “Tarzan” un meeting ben riuscito.
Arrivederci al prossimo anno, questa volta nuovamente in Sea!

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