Conclusa la quinta edizione del Vallone di Sea Climbing Meeting

“Sea strega”. E’ questo il nome di una via tracciata sull’alta e nascosta parete di Mombran. Ma Sea è “strega” perché come enunciato nelle antiche “cuentes” di questa valle è in grado di esercitare la “mascrogni”, un sortilegio bizzarro e mostruoso al tempo stesso. Al primo incontro, il luogo incute un certo timore all’avventore, ma al tempo stesso lo incanta e lo affascina a tal punto da indurlo a tornare. “Seani si diventa” diceva Gian Carlo Grassi, “imperatore” di questo curioso castello di rocce. Ed i seani sono un po’ come i galli del leggendario villaggio bretone dei fumetti di Asterix: irriducibili, testoni, festaioli ed a volte un po’ rissosi con coloro che intendano attentare all’integrità del loro habitat. Tuttavia, Sea si diverte spesso a prendere in giro anche i suoi cortigiani. Magari vorrebbe scrollarseli un po’ di dosso quando insistono un po’ troppo con i loro trapani oppure quando piantano dei chiodi nelle sue umide rughe. Ma quel manipolo di irriducibili pare non scomporsi un gran chè, tanto da sfidare pure il meteo avverso frutto della consueta “mascrogni”. Così, anche quest’anno, il meeting nel vallone è iniziato con l’ira di Pluvio che ha riversato fiumi di acqua sulle rocce per tutta la settimana precedente il raduno.
Venerdì sera il “Vallone di Sea Climbing Meeting 2014” si apriva ufficialmente con una proiezione sulla storia della valle tra mito ed estetica del paesaggio, tenuta da Marco Blatto, il “duca-custode” di Sea, che invitava i presenti a considerare Sea come una risorsa paesistica unica nel panorama delle Alpi Graie, soprattutto in un comune dove le “strade pastorali” di dubbia utilità (ma di sicuro impatto ambientale) paiono essere minacciosamente diventate una consuetudine.

La conferenza del venerdì sera

La conferenza del venerdì sera

Alla serata interveniva anche Paolo Giatti, un irriducibile frequentatore del vallone nella prima decade del secondo millennio (ora runner), che sottolineava l’unicità del luogo non solo per gli amanti della scalata.
Sabato mattina la pioggia cadeva ancora copiosa e mentre gli organizzatori decidevano di spostare il ritrovo in tarda mattinata, un gruppo di simpatici scalatori piacentini si presentava invece puntualissimo al luogo di registrazione presso l’Albergo Savoia di Forno Alpi Graie. Radunato il manipolo di coraggiosi, si decideva quindi il da farsi. Il “duca” scrutava il cielo carico di nuvole nere e di umidità e decretava: «Esce il vento! Saliamo che si scala!» (perplessità – sorrisetti generali). Ma il vento usciva puntuale ed impetuoso, ed i nostri beneficiavano in breve di una roccia perfettamente asciutta. Renato, Alex, Arianna e Marco raggiungevano il Droide, mentre i piacentini si dirigevano alla Torre di Gandalf.

Arianna Gagliardi all'uscita del "Droide"

Arianna Gagliardi all’uscita del “Droide”

Alex Lolli si prepara per la discesa in doppia (ph. R.Rivelli)

Alex Lolli si prepara per la discesa in doppia (ph. R.Rivelli)

Alex, Arianna e Renato (ph.M.Blatto)

Alex, Arianna e Renato
(ph.M.Blatto)

Alla sera, il gruppo si ingrandiva per i nuovi arrivi e dopo la tradizionale cena al Ristorante Setugrino, l’Accademico del Cai Andrea Giorda teneva una brillante conferenza con audiovisivi sulla scalata “trad” in Galles. Interessanti gli spunti di riflessione su “rischio” e “protezioni” in arrampicata, sottolinenando come la vera sicurezza dipenda dalla consapevolezza dei propri limiti e dalla preparazione individuale e non dalla protezione in sé.

M.Blatto e A.Giorda, il sabato sera a Pialpetta (ph.R.Rivelli)

M.Blatto e A.Giorda, il sabato sera a Pialpetta
(ph.R.Rivelli)

Emergeva quanto sia importante adattare le proprie capacità alle pareti e non, viceversa, adattare queste alle proprie capacità/debolezze. Una serata La cui visione avrebbe fatto bene soprattutto a certi personaggi locali (guarda caso sempre assenti al meeeting) che strizzano l’occhio a una scalata iperprotetta e preconfezionata, che finisce solo col mascherare l’incapacità e l’impreparazione individuale, garantendo un misero raggiungimento della meta e imponendo lo spit anche dove potrebbe essere tranquillamente eliminato.
La domenica mattina l’aria è asciutta e la roccia pure. Il sole promette di splendere per l’intera giornata. In breve, si vede la val di Sea punteggiata di crash pad colorati, pronti per la terza edizione del “Polvere di Stelle Bouldering Contest”. Nico mostra i problemi da risolvere ai più agguerriti mentre tutti gli altri si prodigano nella ripetizione dei passaggi più famosi o tentano di risolverne di nuovi. Gabriele Natale sale il nuovo passaggio “Spigolando” all’Asteroide mentre Giorgio Grillo scopre il masso della “Tortuga”.

Gabriele apre "Spigolando" all'Asteroide (ph.Marco Blatto)

Gabriele apre “Spigolando” all’Asteroide (ph.Marco Blatto)

Giulia prova "La scivolata" all'Asteroide (ph. M.Blatto)

Giulia prova “La scivolata” all’Asteroide
(ph. M.Blatto)

Simone e Valentina (ph. M.Blatto)

Simone e Valentina (ph. M.Blatto)

Sotto l’occhio esperto di Enzo Cardonatti, il “guru” dello sci ripido, ed assicurati da Silvia, alcuni neofiti si cimentano con i monotiri di Balma Massiet dando vita a una simpatica competizione sulla “difficoltà”. Intanto Ilaria Scolaris risolve l’aleatorio ed alto passaggio di 7a al “Masso delle Carbonaie”, svettando di oltre un metro e mezzo con i piedi sulle mani dei paratori e sul torrente che incide la gola sottostante. Un attimo di brivido quando il suo piede sinistro cerca un appoggio che non c’è, trovandolo poi in un minuscolo “quarzino”.

Enzo controlla i primi passi sullo gneiss di Sea dei neofiti (ph. M.Blatto)

Enzo controlla i primi passi sullo gneiss di Sea dei neofiti (ph. M.Blatto)

Paolo "sforbicia" alla "Comici" su "Gretel" (ph.Marco Blatto)

Paolo “sforbicia” alla “Comici” su “Gretel”
(ph.Marco Blatto)

Stefano affronta "Scapperò con Carla Bruni" alla Foca (ph.Marco Blatto)

Stefano affronta “Scapperò con Carla Bruni” alla Foca
(ph.Marco Blatto)

Si continua a spellarsi le dita sui vari passaggi di “Polvere di Stelle” fino al tardo pomeriggio, quando il meeting si conclude con una bevuta di birra generale all’Albergo Savoia, con la premiazione dei partecipanti (con prodotti locali) e poi davanti a una pizza all’agriturismo del Corvo Reale di Chialamberto, gustando le ottime specialità preparate dalla famiglia Barbisio.
Un ringraziamento particolare va al negozio di articoli per la montagna e l’alpinismo “Mountain Sicks” di Rivarolo Canavese, che ha fornito le graziose magliette con il logo del Gruppo Rocciatori Val di Sea.
Ci si ritroverà tutti l’anno prossimo per l’edizione 2015? Chissà! Sea “strega” potrebbe riservare qualche sorpresa… Rimanete in contatto!

Al "Savoia" storico ritrovo dei "seani". (ph. M.Blatto)

Al “Savoia”, storico ritrovo dei “seani”.
(ph. M.Blatto)

La redazione

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